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Biodiversità (CN5) - NBFC

Durata 36 mesi: 01/09/2022 – 31/08/2025 (prorogato al 30/04/2026)
Finanziamento totale: 7.200.002,00 €
Proponente: Consiglio Nazionale delle Ricerche

NBFC (National Biodiversity Future Center) è il primo polo nazionale dedicato allo studio e alla tutela della biodiversità del Mediterraneo. Coordina oltre 2.000 esperti tra università e imprese per trasformare la ricerca scientifica in azioni concrete sul territorio. 
In sintesi, il centro funge da ponte tra scienza, politica e cittadini per garantire che la ricchezza biologica dell'Italia diventi una risorsa di sviluppo sostenibile e duraturo.

L'Università di Firenze partecipa agli Spoke 3, 5 e 7. 
I Dipartimenti coinvolti sono: Biologia (BIO), Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI), Scienze della Terra e (DST), Ingegneria Civile e Ambientale (DICEA), Architettura (DIDA).

Descrizione degli Spoke

  • Spoke 1 – Azioni di mappatura e monitoraggio per preservare la biodiversità e il benessere dell'ecosistema marino (leader: Università degli Studi di Palermo)
  • Spoke 2 – Soluzioni per invertire la perdita di biodiversità marina e gestire le risorse marine in modo sostenibile (leader: Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR)
  • Spoke 3 – Valutazione e monitoraggio della biodiversità terrestre e d'acqua dolce e della sua evoluzione: dalla tassonomia alla genomica e alla scienza cittadina (leader: Università degli Studi di Siena)
  • Spoke 4 – Funzioni, servizi e soluzioni dell'ecosistema (leader: Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR)
  • Spoke 5 – Biodiversità urbana (leader: Università degli Studi di Milano – Bicocca)
  • Spoke 6 – Biodiversità e benessere umano (leader: Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR)
  • Spoke 7 – Biodiversità e società: comunicazione, educazione e impatto sociale (leader: Università degli Studi di Padova)
  • Spoke 8 – Innovazione aperta su biodiversità e sviluppo delle Key Enabling Technologies (leader: Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR)

Obiettivi del progetto

  • Monitoraggio e conservazione: sviluppare strategie e tecnologie per proteggere le specie a rischio e raggiungere l'obiettivo UE di tutelare il 30% del territorio italiano entro il 2030.
  • Ripristino ambientale: intervenire sugli ecosistemi degradati per aumentarne la resilienza e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.
  • Valore sociale e costituzionale: promuovere la "cultura della natura" attraverso la Citizen Science (scienza partecipata) e la formazione.