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Tipologia di accesso
Libero
Durata
2 anni
Crediti
120
Sede
FIRENZE
Struttura
Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS)
Classe di laureaLM-64 - Classe delle lauree magistrali in Scienze delle religioni
Lingua
Italiano
Modalità di erogazioneConvenzionale


La LM64 in Mediazione interculturale e interreligiosa forma laureati con conoscenze e competenze relative alle più importanti aree religiose mondiali, funzionali alla progettazione e alla realizzazione di strategie di mediazione tra gli appartenenti a tradizioni religiose e identitarie diverse. Le strategie di mediazione devono essere strategie di inclusione, che si dispiegano grazie all’educazione alla complessità, attraverso il ricorso alle conoscenze di tipo storico come elementi capaci di depotenziare le pratiche di esclusione e di marginalizzazione effettuate attraverso l’uso di pregiudizi e di fake news non meno che attraverso l’uso del silenzio.
Il CdS in Mediazione Interculturale e Interreligiosa presenta dunque l’articolazione seguente: è organizzato in 2 anni accademici, ognuno suddiviso in 2 semestri, per un totale di 120 CFU (60 CFU per anno). Il primo anno comprende principalmente insegnamenti caratterizzanti (antropologia culturale, le storie delle varie religioni, le sociologie) e insegnamenti affini in linea con le caratterizzanti (le pedagogie). Durante il primo anno di corso sono previste le attività formative che potenziano gli strumenti di base e le materie che presentano caratteristiche di propedeuticità rispetto alle altre. Lo studente, infatti, matura e consolida la conoscenza del metodo e dell’approccio antropologico, con i quali dovrà imparare a porsi di fronte ai fenomeni di interesse, per poi affrontare la storia delle religioni e la storia del cristianesimo e delle chiese trattata in un insegnamento che ne evidenzia la pluralità fenomenologica. Dopodiché troverà gli insegnamenti relativi a numerosi contesti culturali e religiosi, tra cui dovrà scegliere di approfondire quelli di particolare interesse, e quello relativo all’area della non credenza. I 6 CFU aggiuntivi, relativi a ulteriori conoscenze linguistiche dovranno quindi essere scelti in linearità con i contesti culturali e religiosi che avrà scelto. Dopodiché sono previsti gli insegnamenti di storia delle relazioni internazionali e/o di Storia dell’Africa e gli insegnamenti relativi ai sistemi pedagogici interculturali. Potrà decidere se completare il quadro delle sue conoscenze approfondendo le dinamiche dei fenomeni linguistici o, se invece, preferirà sviluppare le conoscenze legate al patrimonio culturale materiale e immateriale come medium interculturale e interreligioso (arte) perfezionando così la conoscenza del patrimonio culturale materiale come luogo dell’intercultura che sta al centro dell’insegnamento obbligatorio di Antropologia Culturale.
Nel secondo anno lo studente completerà e specializzerà la sua formazione affrontando i grandi quadri filosofici e gnoseologici di riferimento, ma calandoli all’interno dei rispettivi contesti storici; avrà quindi modo di misurarsi con i sistemi giuridici e con la filosofia politica e potrà decidere se continuare a perfezionare le sue conoscenze legate al patrimonio, come luogo di intercultura, per mezzo dei corsi di storia dell’arte. Infine i laboratori e i tirocini progettati, organizzati e gestiti con la collaborazione delle Parti Sociali garantisce infine la formazione tecnica dello studente, imparando a misurarsi con e a gestire situazioni concrete. L’attività di Laboratorio o di Tirocinio sarà funzionale anche all’identificazione e all’approccio con il soggetto dell’elaborato della tesi Magistrale che sarà preparato dallo studente. Laboratorio/ Tirocinio e redazione dell’elaborato finale sono, quindi, obbligatoriamente in continuità.
Il percorso formativo è multidisciplinare e, con riferimento ai settori caratterizzanti, affini e integrativi previsti dalla classe LM-64, il piano formativo si articola nelle seguenti aree:

1) Attività formative caratterizzanti relative all’area antropologica e religionistica. In questa area formativa, che costituisce il nocciolo duro delle attività formative caratterizzanti, si collocano gli insegnamenti di antropologia culturale (M-DEA/01) in quanto vero e proprio collante metodologico necessario per gli studi interculturali e interreligiosi e le discipline storico religiose e delle religioni antiche e moderne, ovvero insegnamenti legati alla storia delle religioni (M‐STO/06), alla storia del cristianesimo e delle chiese (M‐STO/07), alla storia e alla cultura ebraica (L-OR/08), islamica e delle relazioni islamo-cristiane (L-OR/12 e L-OR/13), dell’induismo e del buddismo (L-OR/18) e dei neopaganesimi (L‐FIL‐LET/15).
2) Attività formative caratterizzanti relative all’area storica, filosofica e sociologica. Questi insegnamenti collocano le religioni nel relativo contesto geo-sociale, con insegnamenti di geografia sociale (M-GGR/01), e nel contesto storico - declinato con speciale attenzione al dato culturale - assicurato dagli insegnamenti di storia dell’Africa (SPS/13), di storia delle relazioni internazionali (SPS/06), di storia romana (L-ANT/03), di storia medievale (M-STO/01), moderna (M-STO/02) e contemporanea (M-STO/04). Per completare il quadro culturale dei contesti storici, sono state previste le discipline filosofiche pertinenti (M-FIL/01, FIL/03, M-FIL/06 M-FIL/08, SPS/01). Sono stati quindi introdotti gli insegnamenti di storia del diritto (IUS/19), che forniscono le conoscenze e competenze necessarie per interpretare correttamente l’orizzonte giuridico di riferimento. Il Laboratorio di Tecniche della Mediazione dei Conflitti consente poi di traghettare sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica
3) Attività formative affini relative all’area pedagogica. Gli insegnamenti relativi a quest’area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche relative all’area della non credenza e relative alla pedagogia interculturale attraverso corsi di storia della pedagogia (M-PED/02), di didattica della pedagogia (M-PED/03), di pedagogia interculturale (M-PED/01), e di pedagogia sperimentale (M-PED/04). Il Laboratorio di Comunicazione e Intercultura traghetta sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica.
4) Attività formative affini relative all’area linguistica e della comunicazione. Gli insegnamenti relativi a quest’area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche nel campo linguistico attraverso insegnamenti dedicati a indagare il rapporto tra i comportamenti linguistici codificati all’interno di gruppi sociali e il quadro socio-antropologico, come l’etnolinguistica (L-LIN-01), o il campo lessicale italiano ma applicato al contesto della mediazione (L-FIL-LET/12). La questione comunicativa, implicita a tutti questi insegnamenti, viene esplicitata e completata dal Laboratorio di sociologia e tecniche della mediazione, che di traghettare sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica.
5) Attività formative affini relative all’area artistica e letteraria. Gli insegnamenti relativi a quest’area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche nei campi di storia dell’arte medievale, moderna e contemporanea (L-ART/01; L-ART/02; L-ART/03) per completare il quadro delle conoscenze e delle competenze relative ai patrimoni culturali materiali che costituiscono uno dei luoghi principi in cui sviluppare i percorsi di mediazione interculturale e interreligiosa e che sta al centro degli insegnamenti antropologici (M-DEA/01) previsti nell’area 1. Particolare spazio è riservato alla letteratura comparata come strumento di individuazione di valori e sentimenti comuni (L-FIL-LET/14). Tra le attività formative affini e integrative si aggiungono approfondimenti sulla cultura e la letteratura slave (L-LIN/21), in quanto le tematiche contemplate sono relative a una realtà storica e culturale molto rilevante per le dinamiche della società italiana e che, altrimenti, resterebbe esterna al piano formativo, il che, se guardiamo i dati relativi all’immigrazione in Italia sarebbe un vulnus non irrilevante nel piano formativo.

Si prevedono inoltre 12 CFU a scelta libera dello studente che gli consentono di articolare maggiormente la conoscenza di sistemi religiosi altri oppure di approfondire uno dei campi tematici incontrati durante l’iter formativo. L’ultimo segmento, in ordine cronologico, dell’iter formativo è costituito da Laboratorio-Elaborato di tesi, oppure Tirocinio-Elaborato di Tesi che predispone un sistema che consente allo studente di prendere in carico un caso concreto su cui lavorare in linearità stringente fra Laboratorio o Tirocinio e elaborato di Tesi.

Il Corso di Studio in Intermediazione culturale e religiosa è un Corso di Studio Magistrale della classe 64, Scienze delle Religioni, che, pur mantenendo le caratteristiche di base della classe di appartenenza, ambisce a innovare la tradizione degli studi proponendo un approccio formativo di tipo interculturale e interreligioso. La LM64 in Intermediazione culturale e religiosa forma laureati con conoscenze e competenze relative alle più importanti aree religiose mondiali, fornendo competenze immediatamente applicabili in una pluralità di contesti caratterizzati da spiccata interculturalità e funzionali alla progettazione e alla realizzazione di strategie di mediazione tra gli appartenenti a tradizioni religiose e identitarie diverse. Le strategie di mediazione devono essere strategie di inclusione, che si dispiegano grazie all'educazione alla complessità, attraverso il ricorso alle conoscenze di tipo storico come elementi capaci di depotenziare le pratiche di esclusione e di marginalizzazione effettuate attraverso l'uso di pregiudizi e di fake news non meno che attraverso l'uso del silenzio.
Aspetti qualificanti del corso sono l'interdisciplinarietà e un approccio sistemico allo studio dei fenomeni interculturali e interreligiosi; la componente esperienziale (garantita da laboratori e tirocini), l'attenzione alle metodologie di intervento e formazione; l'importanza attribuita all'approccio antropologico ai fenomeni religiosi e culturali, garantita dalla presenza un corso di Antropologia Culturale da 12 CFU; lo studio delle tradizioni religiose nella storia; l'attenzione dedicata alla preparazione dello studente nelle aree pedagogiche, attestata dalla presenza di questa disciplina tra le materie offerte; la presenza di Laboratori e Tirocini realizzati in collaborazione stretta con le Parti Interessate, in modo da fornire allo studente del Corso di Studio le necessarie tecniche della mediazione e della comunicazione (Laboratori) e da inserirlo in un contesto d'azione sperimentale, all'interno del quale dovrà agire sulla base delle conoscenze e delle competenze acquisite durante il cursus studiorum (Tirocini).
I Tirocini o, in alternativa, i Laboratori, per gli studenti della LM64 in Intermediazione Culturale e religiosa, sono importantissimi perché costituiscono il caso concreto a partire dal quale il nostro studente svilupperà il suo elaborato di tesi, sia esso un elaborato eminentemente teorico (ad esempio lo studio di una tradizione religiosa particolare), sia esso un elaborato maggiormente applicativo, cioè calibrato su una questione concreta e reale che viene studiata e per la quale vengono prospettate le soluzioni opportune. I nostri laureati potranno svolgere i Laboratori previsti dal piano di studi o i Tirocini presso gli enti e le istituzioni appartenenti al nostro Comitato di Indirizzo, cioè: 1) Regione Toscana, rappresentata dalla Prof.ssa Cristina Giachi; 2) Comune di Firenze , rappresentato dal Dr. Carlo Francini; 3) Florence School of Dialogue FSD, rappresentata da Imam Izzeddin Elzir (Presidente) e da Rav Joseph Levi (Vicepresidente); 4) Istituto Sangalli , rappresentato dal Dr. Michele Moramarco; 5) MUS.E , rappresentato dalla Dr.ssa Valentina Zucchi e Progetto AMIR, rappresentato dalle dottoresse Silvia Borsotti e Chiara Damiani; 6) Oxfam Italia, rappresentato dai Dr. Lorenzo Luatti e Giovanna Tizzi; 7) Ordine Assistenti Sociali - Regione Toscana, rappresentato dalla Dr.ssa Sara Bensi, Consigliera dell'Ordine; 8) Associazione Confluenze, rappresentata dal Dott. Beniamino Peruzzi Castellani; 9) Istituto di Ricerca The Medici Archive Project - Map, rappresentato dal Direttore Alessio Assonitis; 10) Associazione Good World Citizen (GWC), rappresentato dalla Direttrice Dr. Haifa Alsakkaf; 11) Centro Culturale Protestante Vermigli, rappresentato dalla Prof.ssa Debora Spini; 12) Progetto AMIR, rappresentato dalle Dr. Silvia Borsotti e Chiara Damiani. Altri Tirocini specifici potranno essere attivati per rispondere perfettamente al progetto formativo di tesi del singolo studente. Allo scopo di migliorare il livello di internazionalizzazione del percorso formativo, il CdS incoraggia fortemente gli studenti e anche i propri docenti a svolgere periodi all'estero, sulla base di rapporti convenzionali di scambio con università presso le quali esista un sistema di crediti facilmente riconducibile al sistema ECTS (cfr. programmi ERASMUS e di Mobilità Internazionale per Paesi Extra-UE).
Per l'anno accademico 2023/2024 il CdS, tramite la sua Presidente, partecipa al Progetto Europeo “ENBELREL, Environment and Beliefs in Law and Religion”, con le Università di Birmingham e di Colonia. Tre studenti iscritti al CdS prendono parte attiva al progetto e partecipano alle attività a Firenze, a Birmingham e a Colonia.
Al termine del loro percorso di studi, i laureati in Intermediazione Culturale e Religiosa hanno una solida padronanza degli elementi identitari costitutivi di società e gruppi di cultura e di tradizioni religiose diverse, nonché le conoscenze e le competenze adatte per progettare e realizzare percorsi di reale comprensione interculturale e interreligiosa e di inclusione, padroneggiando con sicurezza i sistemi e i metodi, nonché i contesti in cui è possibile operare: dalla formazione al patrimonio culturale, che sapranno gestire come ambito di interazione di diverse culture e di inclusione.
I nostri laureati saranno dunque: Esperti nella mediazione interculturale e interreligiosa in grado di realizzare la progettazione e la gestione della formazione specifica di insegnanti attivi nelle scuole pubbliche o private e in altre agenzie formative popolate da gruppi plurireligiosi; la progettazione e la gestione di attività formative volte a incrementare i processi di inclusione e di reciproca conoscenza all'interno di una vasta gamma di enti e organizzazioni (penitenziari; aziende e reti di aziende attive a livello internazionale; settori degli enti pubblici e privati in cui vi sia un flusso di relazioni che coinvolge un'utenza pluriculturale e plurireligiosa); la consulenza e la progettazione di percorsi culturali e formativi di alta divulgazione pubblica; consulenza per le organizzazioni no profit (Profilo 1 - Esperto formatore di insegnanti in scuole pubbliche o private e agenzie formative; Profilo 2 - Esperto in progettazione e gestione di attività formative interculturali e interreligiose).
Si fa inoltre presente che la classe di laurea del Corso di Studio consente ai suoi laureati di accedere, previo soddisfacimento del numero di CFU previsti dall'apposita normativa ministeriale, alle Classi di Concorso per l'insegnamento A-11 (Discipline letterarie e Latino nei licei), A-12 (Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado), A-13 (Discipline letterarie, Latino e Greco) A-18 (Filosofia e Scienze umane), A-19 (Filosofia e Storia), A-21 (Geografia), A-22 (Italiano Storia e Geografia negli istituti di istruzione secondaria di I grado) e A-23 (Italiano per stranieri negli istituti di istruzione secondaria di I grado) e A-54 (Storia dell'Arte) secondo le indicazioni del DDL n. 2167 relativo alle nuove classi di concorso
Tra le professioni censite e dotate di codici Istat si possono indicare le seguenti:
Esperti nello studio, nella gestione e nel controllo dei fenomeni sociali - (2.5.3.2.1) dati 2016-2018
Redattori di testi tecnici - (2.5.4.1.4) dati 2016-2018
Tecnici del reinserimento e dell'integrazione sociale (3.4.5.2.0 ) dati 2016-2018


La LM64 in Intermediazione culturale e religiosa forma laureati con conoscenze e competenze relative alle piu' importanti aree religiose mondiali, funzionali alla progettazione e alla realizzazione di strategie di mediazione tra gli appartenenti a tradizioni religiose e identitarie diverse. Le strategie di mediazione devono essere strategie di inclusione, che si dispiegano grazie all'educazione alla complessita', attraverso il ricorso alle conoscenze di tipo storico come elementi capaci di depotenziare le pratiche di esclusione e di marginalizzazione effettuate attraverso l'uso di pregiudizi e di fake news non meno che attraverso l'uso del silenzio.
Il CdS in Intermediazione culturale e religiosa presenta dunque l'articolazione seguente: e' organizzato in 2 anni accademici, ognuno suddiviso in 2 semestri, per un totale di 120 CFU (60 CFU per anno). Il primo anno comprende principalmente insegnamenti caratterizzanti (antropologia culturale, le storie delle varie religioni, le sociologie) e insegnamenti affini in linea con le caratterizzanti (le pedagogie). Durante il primo anno di corso sono previste le attivita' formative che potenziano gli strumenti di base e le materie che presentano caratteristiche di propedeuticità rispetto alle altre. Lo studente, infatti, matura e consolida la conoscenza del metodo e dell'approccio antropologico, con i quali dovra' imparare a porsi di fronte ai fenomeni di interesse, per poi affrontare la storia delle religioni e la storia del cristianesimo e delle chiese trattata in un insegnamento che ne evidenzia la pluralita' fenomenologica. Dopodiche' troverà gli insegnamenti relativi a numerosi contesti culturali e religiosi, tra cui dovrà scegliere di approfondire quelli di particolare interesse, e quello relativo all'area della non credenza. I 6 CFU aggiuntivi, relativi a ulteriori conoscenze linguistiche dovranno quindi essere scelti in linearita' con i contesti culturali e religiosi che avra' scelto. Dopodiche' sono previsti gli insegnamenti di storia delle relazioni internazionali e/o di Storia dell'Africa e gli insegnamenti relativi ai sistemi pedagogici interculturali. Potra' decidere se completare il quadro delle sue conoscenze approfondendo le dinamiche dei fenomeni linguistici o, se invece, preferirà sviluppare le conoscenze legate al patrimonio culturale materiale e immateriale come medium interculturale e interreligioso (arte) perfezionando così la conoscenza del patrimonio culturale materiale come luogo dell'intercultura che sta al centro dell'insegnamento obbligatorio di Antropologia Culturale.
Nel secondo anno lo studente completera' e specializzera' la sua formazione affrontando i grandi quadri filosofici e gnoseologici di riferimento, ma calandoli all'interno dei rispettivi contesti storici; avra' quindi modo di misurarsi con i sistemi giuridici e con la filosofia politica e potrà decidere se continuare a perfezionare le sue conoscenze legate al patrimonio, come luogo di intercultura, per mezzo dei corsi di storia dell'arte. Infine i laboratori e i tirocini progettati, organizzati e gestiti con la collaborazione delle Parti Sociali garantisce infine la formazione tecnica dello studente, imparando a misurarsi con e a gestire situazioni concrete. L'attività di Laboratorio o di Tirocinio sarà funzionale anche all'identificazione e all'approccio con il soggetto dell'elaborato della tesi Magistrale che sarà preparato dallo studente.
Il percorso formativo è multidisciplinare e, con riferimento ai settori caratterizzanti, affini e integrativi previsti dalla classe LM-64, il piano formativo si articola nelle seguenti aree:

1) Attività formative caratterizzanti relative all'area antropologica e religionistica. In questa area formativa, che costituisce il nocciolo duro delle attività formative caratterizzanti, si collocano gli insegnamenti di antropologia culturale (M-DEA/01) in quanto vero e proprio collante metodologico necessario per gli studi interculturali e interreligiosi e le discipline storico religiose e delle religioni antiche e moderne, ovvero insegnamenti legati alla storia delle religioni (M‐STO/06), alla storia del cristianesimo e delle chiese (M‐STO/07), alla storia e alla cultura ebraica (L-OR/08), islamica e delle relazioni islamo-cristiane (L-OR/12 e L-OR/13), dell'induismo e del buddismo (L-OR/18) e dei neopaganesimi (L‐FIL‐LET/15).
2) Attività formative caratterizzanti relative all'area storica, filosofica e sociologica. Questi insegnamenti collocano le religioni nel relativo contesto geo-sociale, con insegnamenti di geografia sociale (M-GGR/01), e nel contesto storico - declinato con speciale attenzione al dato culturale - assicurato dagli insegnamenti di storia dell'Africa (SPS/13), di storia delle relazioni internazionali (SPS/06), di storia romana (L-ANT/03), di storia medievale (M-STO/01), moderna (M-STO/02) e contemporanea (M-STO/04). Per completare il quadro culturale dei contesti storici, sono state previste le discipline filosofiche pertinenti (M-FIL/01, FIL/03, M-FIL/06 M-FIL/08, SPS/01). Sono stati quindi introdotti gli insegnamenti di storia del diritto (IUS/19), che forniscono le conoscenze e competenze necessarie per interpretare correttamente l'orizzonte giuridico di riferimento. Il Laboratorio di Tecniche della Mediazione dei Conflitti consente poi di traghettare sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica
3) Attività formative affini relative all'area pedagogica. Gli insegnamenti relativi a quest'area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche relative all'area della non credenza e relative alla pedagogia interculturale attraverso corsi di storia della pedagogia (M-PED/02), di didattica della pedagogia (M-PED/03), di pedagogia interculturale (M-PED/01), e di pedagogia sperimentale (M-PED/04). Il Laboratorio di Comunicazione e Intercultura traghetta sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica.
4) Attività formative affini relative all'area linguistica e della comunicazione. Gli insegnamenti relativi a quest'area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche nel campo linguistico attraverso insegnamenti dedicati a indagare il rapporto tra i comportamenti linguistici codificati all'interno di gruppi sociali e il quadro socio-antropologico, come l'etnolinguistica (L-LIN-01), o il campo lessicale italiano ma applicato al contesto della mediazione (L-FIL-LET/12). La questione comunicativa, implicita a tutti questi insegnamenti, viene esplicitata e completata dal Laboratorio di sociologia e tecniche della mediazione, che di traghettare sul piano pratico del saper fare le conoscenze e le competenze maturate dallo studente durante i corsi e verificate attraverso le prove intermedie e gli esami di verifica.
5) Attivita' formative affini relative all'area artistica e letteraria. Gli insegnamenti relativi a quest'area sviluppano conoscenze e competenze specialistiche nei campi di storia dell'arte medievale, moderna e contemporanea (L-ART/01; L-ART/02; L-ART/03) per completare il quadro delle conoscenze e delle competenze relative ai patrimoni culturali materiali che costituiscono uno dei luoghi principi in cui sviluppare i percorsi di mediazione interculturale e interreligiosa e che sta al centro degli insegnamenti antropologici (M-DEA/01) previsti nell'area 1. Particolare spazio e' riservato alla letteratura comparata come strumento di individuazione di valori e sentimenti comuni (L-FIL-LET/14). Tra le attivita' formative affini e integrative si aggiungono approfondimenti sulla cultura e la letteratura slave (L-LIN/21), in quanto le tematiche contemplate sono relative a una realta' storica e culturale molto rilevante per le dinamiche della società italiana e che, altrimenti, resterebbe esterna al piano formativo, il che, se guardiamo i dati relativi all'immigrazione in Italia sarebbe un vulnus non irrilevante nel piano formativo.

Si prevedono inoltre 12 CFU a scelta libera dello studente che gli consentono di articolare maggiormente la conoscenza di sistemi religiosi altri oppure di approfondire uno dei campi tematici incontrati durante l'iter formativo. L'ultimo segmento, in ordine cronologico, dell'iter formativo e' costituito da Laboratorio-Elaborato di tesi, oppure Tirocinio-Elaborato di Tesi che predispone un sistema che consente allo studente di prendere in carico un caso concreto su cui lavorare in linearita' stringente fra Laboratorio o Tirocinio e elaborato di Tesi.


Per accedere al Corso di Studio Magistrale è necessaria una buona conoscenza di base nelle discipline storiche, storico letterarie e storico filosofiche, avendo conseguito almeno 60 CFU ripartiti nei seguenti settori scientifico disciplinari: M-STO/01-09; M-DEA/01; M-FIL/01-08; L-ANT/01-10; L-ART/01-08; L-FIL-LET/01-15; M- GGR/01-02; L-OR/01-22; SPS/01-08; PSI/01-06; M-PED/01-04; IUS/1-20; è altresì necessario possedere il livello B2 di un’altra lingua europea che non sia l’italiano, garantito dall’aver ottenuto l’apposita certificazione.
I curricula e le competenze certificate esibite da chi vorrà iscriversi, saranno verificate da un’apposita Commissione di valutazione, nominata dalla struttura didattica di competenza, che potrà riservarsi di convocare il candidato per un colloquio orale preliminare laddove individuasse la necessità di implementarne conoscenze e competenze in alcuni settori specifici. Il percorso integrativo stabilito dalla Commissione dovrà essere completato dagli interessati prima dell’iscrizione definitiva al CdS Magistrale in Mediazione Interculturale e Interreligiosa.
Per i laureati che non soddisfino i requisiti previsti per una differenza inferiore ai 32 CFU, invece, l’apposita Commissione di valutazione, nominata dalla struttura didattica di competenza, proporrà un percorso formativo preliminare all’iscrizione che prevedrà il superamento di esami tali da compensare i gap formativi esistenti. Il percorso formativo dovrà essere completato dagli interessati prima dell’iscrizione definitiva al CdS Magistrale in Mediazione Interculturale e Interreligiosa.

Obbligatori
Opzionali, secondo le regole di scelta del proprio piano di studio
Obbligatori
Opzionali, secondo le regole di scelta del proprio piano di studio