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Ottantesimo anniversario delle leggi razziali

Oggi a Pisa la cerimonia delle scuse. Tra le iniziative in programma anche il progetto Unifi sull’emigrazione intellettuale dall’Italia fascista e dalle leggi razziali

 

Con la cerimonia del ricordo e delle scuse in programma oggi a Pisa (ore 15, al Palazzo della Sapienza) le università italiane si danno un solenne appuntamento per offrire un risarcimento morale a tutti coloro che, studenti e docenti, ebbero a patire discriminazioni ed esclusioni per il solo fatto di essere ebrei. La cerimonia si svolge alla presenza dei rettori delle università italiane, tra cui il rettore dell’Ateneo fiorentino Luigi Dei.

La cerimonia fa parte di un più ampio calendario di iniziative patrocinate e finanziate dalla Regione Toscana per ricordare l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali.

L’Università di Firenze promuoverà, in questa cornice, un database e un convegno internazionale per mettere in luce il fenomeno dell’emigrazione degli intellettuali ebrei, in fuga dalle persecuzioni razziali.

Questo progetto – di cui è responsabile scientifica Patrizia Guarnieri - si focalizza su docenti, ricercatori e studenti ebrei dell’ateneo fiorentino che cercarono salvezza, libertà e lavoro in altri paesi europei, nelle Americhe, in Inghilterra e in Palestina, da soli o con le loro famiglie. Nel contesto delle terribili conseguenze della persecuzione razziale in Italia, rappresenta un approfondimento sulle perdite di risorse umane, produttive e culturali.

Solo dal 1997 si sono ricostruiti gli elenchi, per difetto e con casi ancora incerti, dei docenti ebrei allontanati dalle università: quasi cento professori espulsi, di cui 43 emigrati e solo 21 reintegrati; 10 dagli atenei toscani di cui la metà a Firenze. Molti di più furono gli universitari non di ruolo: su circa 133 aiuti, assistenti ecc. a Firenze furono “dispensati” dal servizio tra i 21 e i 34 docenti precari e volontari, a Pisa almeno 5. I liberi docenti “decaduti”, ossia privati del loro titolo accademico, erano circa 200, e ancora di più i tanti giovani studiosi rimasti senza chances. Furono soprattutto loro ad emigrare. Di questo importante fenomeno non esiste ancora un’adeguata cognizione. Quei “cervelli in fuga” allora rappresentavano le risorse per il futuro della cultura e della scienza nel nostro paese; oggi il recente passato su cui riflettere.

Il progetto prevede attività didattica nei corsi universitari e nelle scuole superiori e la creazione di un database open access sugli intellettuali emigrati dall’Italia fascista. A partire da sparse testimonianze e ricerche già compiute su casi individuali, e dalla consultazione di archivi in Italiani e all’estero saranno realizzate schede bio-bibliografiche su studiosi ebrei italiani e stranieri che ebbero qualche legame con la Toscana prima delle leggi razziali, come lo ebbero con Firenze tutti gli studiosi italiani finanziati dall’Emergency Committee for the Aid of Foreigner Displaced Scholars di New York. Sarà, infine, un convegno internazionale, in programma il 18 dicembre prossimo presso l'Aula Magna (Piazza San Marco, 4), a suggellare il percorso culturale.

 

 

 

 
20 Settembre 2018