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Studiare in carcere, nuovo impegno per il Polo universitario penitenziario

Incontro del rettore con il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria

Favorire sempre di più la partecipazione dei detenuti alle attività formative del Polo universitario penitenziario della Toscana (Pup). Questo l’obiettivo dell’incontro in San Marco questo pomeriggio fra il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Toscana e Umbria Antonio Fullone.

Un nuovo accordo esecutivo riguardante il PUP – già deliberato dagli organi di governo dell’Ateneo fiorentino e in corso di approvazione presso gli altri atenei toscani - prevederà una collaborazione per elaborare e attuare progetti di ricerca e di formazione, oltre a iniziative culturali. Rientra in questo sforzo la realizzazione di una rivista, dal nome “Spiragli”, a cura degli studenti detenuti con la supervisione del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze.

L’intesa istituirà nuovi organi di coordinamento per facilitare la gestione di aspetti di tipo organizzativo e amministrativo.

Il Pup della Toscana nasce per iniziativa dell’Università di Firenze nel 2000 e assume carattere regionale nel 2010 con un protocollo d’intesa tra Università di Firenze, Pisa e Siena, Regione Toscana e Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. All’unità fiorentina del Polo universitario penitenziario sono iscritti attualmente 34 studenti, la maggior parte dei quali è detenuta nel carcere di Prato e di Firenze. In diciotto anni dalla sua istituzione sono stati circa 200 gli studenti fiorentini iscritti. I corsi più richiesti sono quelli di Scienze politiche, Scienze umanistiche e Agraria. Per iscriversi al Pup della Toscana, gli studenti sostengono un colloquio preliminare mentre le lezioni e gli esami sono tenuti dai docenti all’interno del carcere. L’organizzazione della didattica si svolge in collaborazione con diverse figure, tra cui i tutor (docenti in pensione, operatori del servizio civile, tirocinanti e studenti volontari) che svolgono una preziosa funzione di raccordo tra le istituzioni.

 

Antonio Fullone e Luigi Dei 

Da sinistra, il provveditore Antonio Fullone e il rettore Luigi Dei

24 Ottobre 2018