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La formazione dei medici di domani

Proposta dei tre Atenei toscani, presentata oggi a Firenze

Come deve cambiare la formazione dei medici? I tre Atenei toscani che offrono corsi di laurea e di specializzazione dell’area medica si fanno portavoce di una proposta per garantire al nostro Sistema Sanitario medici adeguati per qualità e numero.

Il “manifesto” in otto punti  insiste su una visione e gestione unitaria del percorso formativo del medico - dal test di ammissione al corso di laurea fino al conseguimento del diploma di specializzazione -, su una maggiore caratterizzazione professionalizzante del corso di laurea in Medicina e Chirurgia che permetta di abolire il tirocinio postlaurea e l’esame di Stato, sulla definizione e perfezionamento di un percorso formativo del medico di medicina generale all’interno dell’Università.

La proposta avanzata dai tre Atenei toscani è stata presentata oggi a Firenze dal rettore Luigi Dei, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati,assieme alla vice presidente della Regione Toscana Monica Barni, l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi, la presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Firenze Teresita Mazzei, il presidente della Società di Medicina Generale – SIMG Claudio Cricelli.

La proposta suggerisce, quindi, per quanto riguarda le scuole di specializzazione, a norma di legge caratterizzate da una formazione altamente professionalizzante e sul campo in stretta collaborazione con il Sistema Sanitario, un’ammissione articolata per gruppi affini di specialità, per selezionare i più idonei nelle singole specialità e non costringere a “migrazioni disciplinari”.

 Indica, infine, come metodo per perseguire questi obiettivi, l’istituzione di un tavolo di lavoro con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel percorso della formazione medica (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute, Conferenza Stato-Regioni, Conferenza dei rettori italiani - CRUI, sindacati dei medici di medicina generale e dei medici ospedalieri, Federazione degli Ordini dei medici, ANVUR, Consiglio Universitario Nazionale, rappresentanze degli studenti e degli specializzandi, Inter-Collegio).

Su questi temi lo scorso gennaio le Università toscane hanno presentato alla Conferenza dei rettori italiani un documento comune che ribadisce la necessità di costruire un coerente, articolato e unico progetto formativo che, senza soluzione di continuità, conduca la matricola in Medicina a divenire medico specializzato.

In questa linea, nella prospettiva del nuovo anno accademico e alla vigilia dei prossimi bandi di accesso al corso di laurea e alle scuole di specializzazione – quando cioè si riaccende il consueto dibattito sull’ammissione agli studi di Medicina –  i tre Atenei rilanciano la questione, perché sia affrontata nella sua interezza e abbia una soluzione organica con la condivisione di tutti gli organismi e istituzioni a vario titolo coinvolti.

 

Per una nuova formazione dei medici. Le proposte degli Atenei Toscani in 8 punti
  1. Il numero programmato al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia deve rispettare le stime di domanda di salute e, quindi, di effettivo sbocco professionale nella sommatoria delle singole specialità (compresa quella di medici di Medicina Generale) per prevenire, così, l’imbuto formativo.
  2. Nella sua formulazione il test d’ingresso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia deve intercettare i diplomati delle Scuole Superiori più adatti e motivati alla professione di medico (sua valenza attitudinale, oltre che di selezione dei migliori).
  3. Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia deve essere meno nozionistico e più professionalizzante. Nella sua ultima parte deve acquisire valenza di orientamento verso gruppi omogenei di specialità (chirurgiche, internistiche/Medicina Generale, dei servizi diagnostici, di medico-scienziato) al fine di indirizzare e semplificare la scelta della specializzazione.
  4. Abolizione del tirocinio post-lauream e dell’esame di Stato: la Laurea in Medicina e Chirurgia deve essere abilitante a quelle poche funzioni mediche esercitabili senza specializzazione.
  5. Analisi delle condizioni volte alla eventuale riconduzione della governance della formazione del medico di Medicina Generale all’Università, mediante l’individuazione di un curriculum specifico da studiare ed attuare in condivisione con Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), Società Italiana Medicina Generale (SIMG) e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO).
  6. Concorso di ammissione alle Scuole di Specializzazione bandito a livello nazionale e per gruppi affini di specialità (chirurgiche, internistiche/ Medicina Generale, dei servizi diagnostici, di medico-scienziato) per selezionare i più portati per ogni specifico settore. Numero globale dei posti (comprensivo di quelli per medici di Medicina generale) commisurato alla richiesta di salute e in grado di prevenire l’imbuto formativo, perché coerente con il numero programmato al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.
  7. Nelle Scuole di Specializzazione formazione altamente professionalizzante e “sul campo” con partecipazione del Sistema Sanitario con i suoi dirigenti, in qualità di docenti e tutors, e presenza degli Specializzandi nelle sue strutture, in ottemperanza al Decreto MIUR/Min.Salute 402/2017.
  8. Condivisione e partecipazione alla definizione ed all’attuazione della rivisitazione di tutti i portatori di interesse: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute, Conferenza Stato-Regioni, Conferenza dei Rettori Italiani (CRUI), sindacati dei medici di Medicina Generale e dei medici ospedalieri, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), Consiglio Universitario Nazionale (CUN), rappresentanze degli studenti e degli specializzandi, Inter-Collegio.

24 maggio 2018

 

24 Maggio 2018