Salta gli elementi di navigazione
Apri la finestra di ricerca
Apri il menù
 
 UNIFI comunicaNotiziario 2015 Spedizione sul Monte Ararat
10344

Monte Ararat, conclusa la seconda missione scientifica promossa dal Dipartimento di Scienze della Terra

ULTIMO AGGIORNAMENTO
15.10.2015
social shareFacebook logo Twitter logo

grotta del ghiaccio

Conclusa la seconda spedizione geologica promossa dall’Università di Firenze e dal Club Alpino Italiano (CAI) sul Monte Ararat nel Kurdistan turco.

Responsabile della missione Carlo Alberto Garzonio del Dipartimento di Scienze della Terra del nostro ateneo - che presiede anche il Comitato scientifico centrale del CAI - accompagnato da Gianluca Ferrini dell’Università dell’Aquila, speleologo CAI.

Nel luglio del 2014 la spedizione, organizzata insieme a un gruppo di cinque università (leggi ancora), aveva effettuato campionamenti del ghiacciaio sommitale, delle lave su gran parte dell’apparato vulcanico, analisi geomorfologiche e ricerche di medicina ad alta quota.

Questa volta la campagna d’indagine si è concentrata sul rilievo geomorfologico e geo-ambientale della grotta del ghiaccio, Halac Buz Magara in condotto lavico (nella foto in alto).

La grotta (a circa 1500 m s.l.) corrisponde ad un ipogeo, fortemente inclinato, lungo oltre 70 metri e raggiunge più di 30 metri di profondità dalla base dell’arco di entrata, con una morfologia a cupola tale da imprigionare l’aria fredda. In particolari condizioni di temperatura e di umidità in alcuni mesi dell’anno si generano caratteristiche morfologie di ghiaccio, spesso delle sfere o dei grandi seni, a causa della solidificazione delle gocce d’acqua generate dalla condensazione e precipitazione dal tetto della grotta. La temperatura media all’interno lungo la superficie inferiore in estate oscilla da -4° a 0°, con variazione della posizione dei punti o della fascia a 0° termico  di quota e dello spessore della massa fredda durante l’anno. Al livello del tetto della grotta, da maggio a fine ottobre circa, le temperature salgono sopra lo zero. 

“Abbiamo eseguito misure regolari di temperatura ed umidità e ne abbiamo programmate altre, con l’aiuto di un collaboratore locale – spiega Garzonio -. E già quest’anno sono state rilevate condizioni differenti sia di temperatura, più elevata, e conseguentemente di densità della distribuzione delle forme del ghiaccio, che a fine settembre sono ubicate nella porzione inferiore della grotta”.  La presenza di ghiaccio è risultata notevolmente ridotta rispetto al precedente sopralluogo del 2014 – che si era svolto però in diverso periodo dell’anno – per effetto delle condizioni climatiche esterne.

La missione 2015 ha dovuto fare i conti anche con la difficile situazione politica del Paese. “A causa della forte tensione tra l’esercito turco e i Curdi, con attentati e sparatorie in più punti anche sui versanti dell’Ararat – sottolinea Garzonio – non abbiamo potuto completare il campionamento del Piccolo Ararat e del versante dell’Ararat esposto a E-NE verso l’Armenia” (am).

ghiaccio particolare

Particolari delle formazioni di ghiacchio nella grotta

 
ULTIMO AGGIORNAMENTO
15.10.2015
social shareFacebook logo Twitter logo